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martedì 6 novembre 2012

Salone del Gusto 2012 – il paradiso per le mie papille gustative

Il Salone del Gusto quest'anno insieme a Terra Madre ha dato luogo alla più grande manifestazione mondiale dedicata agli amanti del buon cibo e della terra, un evento unico che ha avuto per protagonisti il cibo e il canto della Terra.  Ed io c’ero !!!!

Grazie a Garofalo e Gente del Fud che ha scommesso (vincendo !) su 150 foodblogger ai quali ha concesso il loro piccolo momento di celebrità con attività all’interno del fantastico stand Garofalo ma anche presso gli stand regionali dei Presidi Slow Food.


Che dire del Salone, è il luogo ideale per "girare" il mondo, assaggiando, gustando ma principalmente "ascoltando" il racconto dei singoli produttori, spesso piccoli che ti raccontano con passione di introvabili formaggi, farine, dolci, salumi, vini e birre artigianali, queste ultime in forte aumento nel corso degli ultimi anni.



Partecipare al Salone del Gusto per un foodblogger è come andare a Disneyland per un bambino; per noi che amiamo scoprire le qualità e le storie che ci sono dietro ad ogni singolo prodotto di qualità. La mia due giorni è cominciata con un giro per le eccellenze italiane, ho avuto modo di assaggiare, ma forse sarebbe meglio dire gustare, tantissimi prodotti di "nicchia" che non troviamo nella grande distribuzione ma che racchiudono in se tutta la passione e i sacrifici che spesso generazioni hanno messo in campo per raggiungere l'obiettivo di un prodotto di eccellenza. Ma non solo Italia, quest'anno ampio spazio è stato dato al resto del mondo con una sezione dedicata ai piccoli produttori stranieri.


La cosa bella di partecipare ad un evento del genere come foodblogger sta nel fatto che spesso si viene visti dai produttori come un amico sincero, questo perché il foodblogger non ha nessun interesse, recensisce un prodotto con sincerità, oggigiorno rappresenta la voce autorevole ed amica a cui chiedere un consiglio su un prodotto o su un ristorante (come ripeteva Emidio Mansi ;-) ), questo perché il foodblogger fa il suo "lavoro" con passione e neutralità in quanto amante del buon cibo, in poche parole è LIBERO!


Il Salone del Gusto è il posto ideale per mettere a dura prova tutti i sensi del gusto, anche l'umami visto che c'è chi produce una gelatina in grado di enfatizzare questo quinto gusto. È il posto dove puoi trovare chi produce cioccolatini con ganasce di pecorino di fossa, creme aromatizzate di latte di pecora, gelatine di birra per accompagnare formaggi. Insomma in poche parole è il paese dei balocchi per chi ama mangiare bene. Il Salone del Gusto mi ha lasciato le storie dei produttori italiani e stranieri (uno su tutti i produttori malesiani del pepe nero di Rimbas) e una valigia piena di prelibatezze, dal paté di fegato di rana pescatrice (produttore galiziano), alla confettura piccante di zucca, passando per la colatura di alici e le spezie asiatiche alcune introvabili come il pepe nero lungo e il machis. Ma non solo, mi ha permesso di conoscere gente fantastica che ha in comune la stessa passione per il buon cibo (ed anche del buon bere…. ;-) ), tanti sono i foodblogger che ho avuto modo di conoscere da Luca di “Per un pugno di capperi” a Pasquale  de “I Sapori del Mediterraneo"  passando per Valentina “La cuoca pasticciona” e Giò di “Symposion Foodies”, Monica di “Dolci Gusti” e tanti tanti altri.

Menzione speciale per Stefania "BigShade", mia compagna di avventura nell’evento fuori stand, il nostro compito è stato quello di proporre una degustazione del Caciofiore un formaggio della campagna romana ottenuto con latte di pecora e caglio vegetale; di questo formaggio ce ne parla Columella nel suo trattato "De Rustica": "Conviene coagulare il latte con caglio di agnello o di capretto, quantunque si possa anche rapprendere con il fiore di cardo silvestre o coi semi del cartamo o col latte di fico. In ogni modo il cacio migliore è quello che è stato fatto col minimo possibile di medicamento". (Lucio Giunio Moderato Columella, "De Rustica", 50 d.C.). Un gruppo di piccoli produttori di formaggio della Campagna Romana ha deciso di ricominciare a fare quel formaggio che già all’epoca era tanto amato. Ciò che rende unico nel suo genere questo formaggio è l’utilizzo di caglio vegetale ottenuto dai petali del fiore cardo (Cynara Cardunculus). L’utilizzo del caglio di cardo, la particolare tecnica casearia, il latte di pecora crudo proveniente dalla campagna romana, la curata stagionatura di un mese, rendono il formaggio morbido e cremoso, dall’odore profondo di latte ed il sapore intenso, dolce non salato e con un retrogusto lievemente amaro.


Presentazione del Caciofiore


Un particolare ringraziamento va all’Azienda Agrituristica Acquaranda per averci messo a disposizione il Caciofiore e l’azienda Mongetto per la fantastica confettura extra di zucca leggermente piccante.


E per finire un ringraziamento particolare a Emidio Mansi e Giorgio Marigliano e a tutto lo staff Garofalo e alla loro proverbiale "efficienza sFizzera napoletana"





mercoledì 19 settembre 2012

Penne integrali bio con ricotta e tonno su crema di cannellini ezafferano


La ricetta delle penne integrali con ricotta e tonno su crema di cannellini e zafferano è stata creata per la partecipazione al contest 4° contest ricette estive leggere – pasta integrale bio Benedetto Cavalieri  in accessori finger food.

Questo tipo di pasta è di semola integrale di grano duro coltivato in Italia, da agricoltura biologica, lavorato ed essiccato con metodo delicato.  E' prodotta usando il chicco completo del grano, non privato della crusca e del germe. Tenendo conto che i pesticidi utilizzati in agricoltura si accumulano sulla parte esterna del chicco, la crusca, è bene scegliere per la pasta integrale quella proveniente da agricoltura biologica per non rischiare che sia  inquinata da innumerevoli sostanze chiminche dannose.

Il suo pregio risiede nella grande quantita' di fibre e nella sua bassa percentuale glicemica.
Il germe di grano e' ricco di acidi grassi essenziali ed antiossidanti, mentre la crusca offre molti sali minerali.

Ingredienti:

Preparazione:

Per prima cosa preparare la crema di cannellini, cuocere in acqua i fagioli (meglio se freschi visto che trattasi di una ricetta estiva). A cottura ultimata salare ed aggiungere lo zafferano; frullare il tutto e tenere in caldo.

Per la farcia, mettere in una bowl la ricotta e il tonno tagliato al coltello fino ad ottenere una tartare, amalgamate bene gli ingredienti, salare e pepare.

Mettere in un padellino l'olio EVO ed uno spicchio d'aglio, fate insaporire l'olio facendo attenzione che l'aglio non si bruci. Quando l'olio è pronto spengere il fuoco, eliminare l'aglio ed aggiungere una generosa cucchiaiata di bottarga di tonno (meglio se grattugiata al momento).

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, e scolarla al dente.
Iniziamo ora ad impiattare prendendo una mini coppa finger food e mettendo sul fondo un cucchiaio di crema di cannellini. Disporre a raggiera 9 penne rigate per ogni coppetta. Con una sac a pochè farcire ogni penna rigata con la crema di ricotta e tonno. Aggiungere un filo di olio alla bottarga ed una spolverata di bottarga. Guarnire con un ciuffetto di maggiorana (o altra aromatica meglio se con fiori).




martedì 5 giugno 2012

Fusilli al farro con funghi porcini e ciuffetti di totano

I fusilli al farro con funghi porcini e ciuffetti di totano è una reinterpretazione della solita mari e monti che tende a diventare quindi un "mare e sottobosco".

Ingredienti per 4 persone:
  • 320 gr. di fusilli al farro (io ho utilizzato quelli della linea biologica del pastificio Verrigni)
  • funghi porcini (vanno bene anche quelli surgelati)
  • i "ciuffetti" di 4 totani di medie dimensioni
  • aglio
  • olio EVO
  • prezzemolo
  • pepe
Preparazione:
In un'ampia padella far prendere sapore all'olio con uno spicchio di aglio in camicia, dopodiché aggiungere i funghi e far cuocere, quando manca poco al termine della cottura aggiungere i ciuffetti di totano (che dovranno cuocere poco). Salare e pepare.

Nel frattempo cuocere in abbondante acqua salata la pasta, scolarla al dente e terminare la cottura in padella, aggiungendo se necessario un po' di acqua di cottura.

Impiattare con una generosa manciata di prezzemolo fresco tritato.


venerdì 27 aprile 2012

Tortino di riso venere con mazzancolle su crema di yogurt al curry

Il tortino di riso venere con mazzancolle su crema di yogurt al curry è una variante è un piatto esotico di facile preparazione ideale per le calde giornate estive.

Ingredienti per 4 persone:
  • 240 gr. di riso venere
  • 12 mazzancolle
  • 250 di yogurt bianco naturale
  • latte
  • pomodorini
  • 1 arancio
  • curry
  • sale
  • olio EVO
Preparazione:
Per prima cosa cuocere il riso venere tenendo conto che il tempo di cottura normalmente è di circa 30/40 minuti. Scolare il riso e freddarlo sotto acqua corrente. Sgranare il riso in un recipiente capiente aggiungendo olio EVO e sale.

Sgusciare le mazzancolle e privarle del budellino, tenerne 4 da parte con la coda (saranno utilizzate per la decorazione del piatto), ridurre le altre 8 mazzancolle a tartare e lasciarle marinare in frigo con olio EVO, ed il succo di mezzo arancio.

Tagliare i pomodori a dadini e condirli con olio EVO, sale e succo di mezzo arancio.

In una terrina amalgamare bene lo yogurt con un goccio di latte, aggiungere la scorsa dell'arancio grattuggiata ed un cucchiaino di curry in polvere.

Prendere dei pirottini di alluminio e mettere un cucchiaio di riso venere, uno strato di mazzancolle marinate ed ancora riso venere. Pressare bene e lasciare riposare per qualche minuto.

Saltare in padella rovente le 4 mazzancolle intere che avete tenuto da parte per la guarnizione del piatto.

Impiattare mettendo la salsa di yogurt a specchio, mettere al centro il tortino di riso venere, adagiare sopra il tortino il gambero intero, disporre intorno i pomodorini.

Accompagnate con un vino bianco fresco e molto profumato.


venerdì 13 aprile 2012

SpaghettORO alle vongole

Lo SpaghettORO alle vongole nasce dalla collaborazione con l'antico pastificio rosetano "Verrigni" che mi ha recapitato questo fantastico pacco.


Verrigni per le proprie paste, seleziona le miscele dei migliori grani duri ed utilizza l'acqua pura del Gran Sasso d'Italia. Tutto questo, con l'aggiunta delle trafile in bronzo e in oro ma  soprattutto l'essiccazione rigorosa a bassa temperatura, necessaria per conservare integra la struttura amidacea della pasta, preservando i naturali processi di micro-fermentazione che danno quel gusto e caratteristico sapore della buona pasta di una volta, garantendo la capacità di assorbimento dei condimenti.





Particolarmente curato ed elegante è il confezionamento, sul retro della confezione dello SpaghettORO è riportata la storia del Pastaio Folle.


Veniamo alla ricetta, io sono andato sul classico abbinando il "ruvido" e "corposo" SpaghettORO alle vongole.

Ingredienti per 4 persone:
  • 1 kg. di vongole
  • 1 pacco di SpaghettORO "Verrigni"
  • uno spicchio di aglio
  • olio EVO
  • prezzemolo
Per la preparazione ho seguito la ricetta classica che ho postato in precedenza in questo blog e che potete trovare qui.

Un piatto di gran successo !


lunedì 12 marzo 2012

Calamaro ripieno al vapore

Il calamaro ripieno al vapore è una ricetta dello chef Davide Mazza (autore di un  interessantissimo libro su questo metodo di cottura "Tradizione & Vapore").  La cottura al vapore ha la particolarità di mantenere intatte le qualità organolettiche degli alimenti, il vapore penetra nei "pori", in questo caso del calamaro, procedendo ad una cottura anche dell'interno dell'alimento.

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 calamari medi
  • pomodorini
  • olive taggiasche
  • erbe aromatiche secondo gusti
  • olio EVO
  • pane in cassetta
  • zucchine
  • scalogno
  • succo di mezzo arancio
Preparazione:
Per prima cosa preparare la crema di zucchine che servirà come base per il piatto, quindi mondare le zucchine e le farle andare per un paio di minuti in un tegamino insieme allo scalogno. Passarle al mixer con qualche cubetto di ghiaccio, fino ad ottenere una crema liscia.

Pulire i calamari eviscerandoli e togliendo la pelle, tagliarli a metà nel senso della lunghezza ed aprirli a libro, pulire l’interno rimuovendo eventuali parti gelatinose rimaste. Praticare delle incisioni con tagli incrociati sulla parte interna del calamaro facendo attenzione a non tagliare completamente la carne.

In una ciotola preparare la farcia con i pomodorini tagliati a pezzetti, un goccio di olio EVO, le erbe aromatiche (basilico, timo, erba cipollina, secondo i propri gusti), le olive taggiasche sminuzzate, la mollica del pane in cassetta e il succo di mezzo arancio. Amalgamare il tutto fino ad ottenere un composto morbido, aggiustare di sale e pepe.

Metto il composto sul calamaro (dalla parte opposta dove ho praticato le incisioni) in senso orizzontale. Così facendo, durante la cottura il calamaro si “arriccerà” richiudendosi intorno al composto.

Metto in cottura a vapore per 8/10 minuti. Possiamo aromatizzare l'acqua ad esempio aggiungendo la buccia dell'arancio.

Impiattarre mettendo la crema di zucchine a specchio e il calamaro tagliato a scaloppa. Aggiungere un filo di olio a crudo e servire caldo.

Per dare croccantezza al piatto è possibile aggiungere dei pezzetti di pane tostato in forno ed aromatizzato con delle erbe.


venerdì 9 marzo 2012

Filetto di maiale con mandorle e cicoria su vellutata di zucca alprofumo di finocchio

Ecco qui il secondo piatto preparato nel corso della lezione sulla decorazione del piatto, lo chef Davide Mazza ci ha messo a disposizione, come per il pesce,  una gran varietà di verdure e diversi tagli di carne oltre a qualsiasi altro ingrediente, l'obiettivo come nel caso del pesce (guarda qui) era quello di creare e presentare un piatto di carne che potesse essere servito come secondo. Di seguito la mia creazione.

ingredienti (per una porzione):
  • 3 medaglioni di filetto di maiale
  • mazzetto di cicoria
  • zucca
  • mezza patata
  • semi finocchio
  • aglio
  • cipolla
  • olio EVO
  • sale
  • mandorle
  • cacioricotta (o pecorino toscano)
Preparazione:
Per prima cosa mettere a stufare la zucca e la patata tagliate a pezzetti con un po’ di cipolla, semi di finocchio e un pizzico di sale. Terminata la cottura frullarle e mettere da parte.

Mondare la cicoria e saltarla in padella con un filo di olio e uno spicchio di aglio. Salare a fine cottura.
Prendere i 3 medaglioni, e passarli nelle mandorle tritate e i semi di finocchio, cuocerli in una padella antiaderente molto calda. Salare e pepare alla fine.


Impiattare mettendo la crema di zucca a specchio, disponete poi al centro la cicoria saltata, e poi i 3 medaglioni di filetto di maiale. Cospargete con le mandorle tritate rimaste nella padella e grattugiate sopra il cacio ricotta (sarebbe forse meglio utilizzare un formaggio più saporito tipo pecorino toscano).


giovedì 8 marzo 2012

Torrette di rombo e gamberi con zucca e carciofi croccanti

]Ieri sera, come al solito, grandissima lezione dello chef Davide Mazza, argomento della serata: la decorazione del piatto. Dopo un'introduzione sull'importanza della presentazione del piatto visto che il primo impatto è quello visivo e che per prima cosa "mangiamo" con gli occhi, è di fondamentale importanza rivolgere l'attenzione alla composizione e presentazione del piatto e quindi:
  • la scelta del piatto: il piatto deve valorizzare la ricetta e rappresentarne il suo "palcoscenico";
  • la guarnizione: rientrano in questa categoria tutti gli ingredienti edibili che vengono aggiunti con il fine di migliorare l'aspetto visivo. Sono parte integrante del piatto e quindi possono essere mangiati concorrendo al suo completamento;
  • la decorazione: in genere realizzata con ingredienti aggiunti al piatto per migliorarne l'estetica (rametto di prezzemolo  ad esempio) e non sono parte integrante della ricetta.
A questo punto lo chef ci ha dato un'ora e mezzo di tempo per preparare un secondo di pesce avendo a disposizione una grande varietà di verdure e diversi tipi di pesce, oltre ovviamente a qualsiasi altro ingredienti di cui avessimo bisogno. Obiettivo finale la preparazione di un piatto pronto per il servizio.

La mia idea è stata quella di realizzare un piatto con i seguenti ingredienti (per una porzione):
  • 1 filetto di rombo
  • 4 gamberi
  • mezzo carciofo
  • zucca
  • lime
  • timo
  • scalogno
  • olio EVO
  • aglio
  • sale
Preparazione:
Per prima cosa mondare il carciofo e tagliarlo a spicchi, farlo saltare in una padella antiaderente con un filo di olio, uno spicchio di aglio e un pizzico di sale fino a renderli croccanti.

In un'altra padella antiaderente scottare, con un filo di olio e un pizzico di sale, le fettine di zucca tagliate sottili, fino a renderle croccanti ma non bruciate, magari per renderle più croccanti si possono passare in forno.

In una ciotola mettere a marinare la tartare di gamberi con olio, sale e succo di lime.
Ricavare dal rombo un filetto e tagliarlo in quadrati di circa 3 cm. per lato. Cuocere il rombo in una padella con un filo di olio, un po' di scalogno tritato (1/3) e del timo fresco.

Terminata la cottura del rombo passare alla composizione del piatto. Formare delle torrette alternando il rombo, la tartare di gambero cruda (che verrà leggermente scottata dal calore rilasciato dal rombo) e una fettina croccante di zucca. Ripetere l'operazione e terminare con un pezzetto di rombo.

In questo piatto, i carciofi croccanti vengono utilizzati come guarnizione mentre dei rametti di timo fresco posizionati sulle torrette servono per decorazione. Questo è il risultato finale.



Utilissime sono state le osservazione e i consigli dello chef e più precisamente:
  • il piatto utilizzato risulta essere troppo piccolo e fa si che il piatto risulti "misero" per essere presentato come secondo, andava utilizzato un piatto più grande concentrando gli elementi nel centro e predisponendo i carciofi (la guarnizione) come parte integrante del piatto.
  • sarebbe stato meglio aggiungere sul fondo del piatto una crema di patate e carciofi, ad esempio, in modo da completarlo.
E questo è lo stesso piatto impiattato dallo chef.




Questo dimostra l'importanza della presentazione, il piatto si è trasformato da antipasto a secondo (magari aggiungendo appunto una crema alla base) utilizzando il piatto giusto e sistemando meglio gli ingredienti nel piatto.

Nella prossima puntata vi racconterò la preparazione dell'altro piatto, questa volta, a base di carne. Stay tuned!

lunedì 5 marzo 2012

Scamorza al profumo limone


Ieri sono rientrato da un weekend in terra casertana con un carico di scamorze e foglie di limone con l'obiettivo di preparare qualcosa di semplice, veloce e che ricordasse questo inizio primavera: le scamorze al profumo di limone ! 

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 scamorze (potete usare sia quelle bianche che quelle affumicate)
  • foglie di limone non trattate
Preparazione:
Lavate accuratamente le foglie di limone ed asciugatele. In una teglia di alluminio usa e getta, disponete le foglie di limone sovrapponendole e coprendo per bene il fondo.

Mettete sulle foglie le fette di scamorza e ricoprite con altre foglie di limone.

Informate a 180° per una decina di minuti, il tempo necessario per far fondere la scamorza e perché le foglie di limone rilascino la loro essenza.

Sfornate e mangiate caldo, accompagnato da "pane cafone" e un bel vino bianco campano freddo !

giovedì 1 marzo 2012

Spaghetti con le vongole

Anche ieri grande lezione dello chef Davide Mazza su molluschi e frutti di mare, visto gli argomenti trattati non poteva mancare un classico della cucina italiana: spaghetti con le vongole !

Quella che segue è la ricetta classica, poi ovviamente ognuno può aggiungere le proprie variazioni.

Come tutti i piatti con pochi ingredienti, risulta essere un piatto non proprio facile da realizzare in modo da equilibrare bene i sapori.

Ingredienti:
  • Vongole veraci
  • Spaghetti
  • Aglio
  • Oilo EVO
  • Prezzemolo
  • Sale
Preparazione:
Per prima cosa occorre spurgare le vongole, per far ciò dobbiamo tenerle immerse in una soluzione di acqua e sale in modo da riprodurre il loro ambiente marino. In questo modo le vongole si apriranno e faranno uscire dalle loro valve la sabbia.

Tenendo conto che la salinità media del mar Mediterraneo è indicativamente compresa tra 36 e 38 la soluzione di acqua in cui andremo a far spurgare le nostre vongole dovrà essere composta da 370 gr. si sale grosso ogni litro di acqua. La spurgatura dovrà durare almeno 20 minuti e massimo 1 ora onde evitare che le vongole respirando consumino tutto l'ossigeno presente nell'acqua.

Passiamo ora alla preparazione, esistono due correnti di pensiero per ridurre il rischio "granello di sabbia" eventualmente presente anche dopo la spurgatura. C'è chi (tendenzialmente al nord Italia) fa aprire le vongole in tegame e poi ne filtra il brodo di cottura e chi (sud Italia) batte le vongole una ad una per individuare quelle che contengono ancora sabbia.

Passiamo ora alla preparazione, in un'ampia padella (che utilizzeremo poi per saltare la pasta) mettiamo, olio, lo spicchio di aglio in camicia, le vongole ed alcuni gambi di prezzemolo. Solo dopo aver aggiunto tutti gli ingredienti accendete il fuoco, questo serve ad evitare che le vongole a contatto con l'olio caldo si aprono immediatamente ed il loro liquido vada a contatto con l'olio caldo evaporando immediatamente e facendoci perdere il prezioso "brodo" che ci servirà poi per mantecare la pasta e conferire allo spaghetto l'inconfondibile sapore ! Per la stessa ragione, la fase di apertura delle vongole deve avvenire con la padella chiusa con un  coperchio.

Appena le vongole si aprono spengiamo il fuoco e lasciamo coperto.

Portiamo a cottura la pasta e scoliamo al dente. Terminiamo la cottura nella padella con le vongole, aggiungendo se necessario, l'acqua di cottura della pasta. L'amido rilasciato dalla pasta permetterà la formazione della "cremina" che non deve mai mancare in questo piatto.

Impiattare e spolverizzare con del prezzemolo fresco tritato.



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lunedì 27 febbraio 2012

Marmellata di cipolle rosse di Tropea


Ideale per accompagnare formaggi stagionati ma anche, perché no, con piatti a base di pesce (prossimamente pubblicherò una ricetta in cui utilizzare questa marmellata).

Ingredienti:
  • 3 cipolle di tropea
  • 200 gr. di zucchero di canna
  • 100 gr. di acqua
  • 30 gr. di aceto rosso
  • 1 cucchiaio di aceto di lamponi (si può sostituire con pari quantità di aceto rosso)
  • sale
  • pepe
  • olio evo
Preparazione:
Per prima cosa mettere a cuocere la marmellata, mettendo tutti gli ingredienti in un tegame di acciaio, la cipolla deve essere tagliata sottilissima. Lasciar cuocere lentamente a fiamma molto bassa fino ad ottenere un composto sciropposo. A cottura ultimata, mettere da parte un po' di cipolle stufate e frullare il resto. Aggiungere le cipolle stufate, mescolare e lasciare raffreddare.